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Stay Human – sintesi recensioni

Ascolta Stay Human dove preferisci

“Un disco coerente, ben costruito, maturo, introspettivo, pieno di sfumature. Un lavoro che fa pensare a Michele Perruggini come a uno dei musicisti da tenere d’occhio nell’asfittico panorama delle trite proposte musicali peninsulari.”

Nicola Gaeta – Musica Jazz

“Un lavoro di ricerca, capace di interrogare il presente e di proporre una costruzione modulare che unisce rigore formale ed immaginazione poetica.”

Francesco Cataldo Verrina – Doppio Jazz Leggi l’articolo →

“… È la quarta raccolta di inediti di Michele Perruggini, batterista e compositore barese, e ancora una volta dimostra la sua capacità di trasformare riflessioni profonde in musica viva, capace di coinvolgere chi ascolta e di lasciare spazio a pause, dettagli e sfumature che parlano direttamente all’anima. …”

Luca Paoli – Redapolis Music Leggi l’articolo →

“Il titolo si esplica in un celebre monito in epigrafe di George Orwell, tratto dal romanzo 1984 – «Non è tanto restare vivi, quanto restare umani che è importante» –, e Perruggini lo traduce in una drammaturgia sonora: jazz e punte d’avant-jazz, minimalismo come innesco e poi apertura melodica, sincera, mai compiaciuta.”

Livio Costarella – La Gazzetta del Mezzogiorno Leggi l’articolo →

“È un album che richiede tempo e attenzione, merce rara oggi, ma che ripaga con una profondità emotiva autentica.”

Jazz in Family Leggi l’articolo →

“Stay Human” è un lavoro che stimola riflessioni sulle inquietudini contemporanee, ma che cerca anche di esorcizzarle: ben sviluppato tanto sul piano compositivo quanto su quello tecnico, è materiale prezioso per chiunque ami le forme più meditative ed eleganti del jazz.”

Piergiuseppe Lippolis – Music Map Leggi l’articolo →

“C’è una bella scoperta da fare, per chi arrivi solo ora alla sua musica, ed è la vena compositiva e poetica di Michele Perruggini. […] Opera di solida costruzione ed efficace realizzazione a cura di un collettivo in grado di valorizzare con apporti evolutivi il lavoro del compositore, “Stay human” declina con personalità la definizione di progressive jazz.”

Tracce di Jazz Leggi l’articolo →

“Ritagliatevi un momento di relax, per poter apprezzare Stay Human ed il suo essere sofisticato e pregno di sfumature.”

Elvira Speggio – Musicalnews Leggi l’articolo →

“STAY HUMAN non è solo un disco da ascoltare: è un’esperienza da attraversare. Un lavoro che invita a rallentare, a sentire, ad interrogarsi.”

Daniele Milillo – Cirano Post Leggi l’articolo →

“Il tessuto sonoro si muove con naturalezza tra jazz contemporaneo, suggestioni cameristiche e aperture liriche improvvise. […] Stay Human non si lascia archiviare come solo oggetto estetico, ma si comporta come una superficie riflettente, restituendo all’ascoltatore non tanto un contenuto quanto una postura cognitiva. La musica diviene così un campo di tensione tra ciò che è misurabile e ciò che eccede la misura, tra l’algoritmo e l’intuizione esclusivamente umana. Restare umani quindi, non coincide con una nostalgia identitaria né con un rifiuto del progresso, ma con la scelta – radicale e minoritaria – di abitare la complessità senza ridurla a sintesi rassicurante. Perruggini affida alla musica la difficile funzione di non spiegare l’attualità ma di incrinarne la superficie, affinché pensiero non artificiale possa ancora trovare una fessura da cui filtrare.”

Riccardo Talamazzi – Off Topic Magazine Leggi l’articolo →

“Michele Perruggini è un completo batterista ed ha dalla sua il genio di chi sa farvi gustare i momenti in cui la base ritmica sa essere cortese e mai invadente.”

Giancarlo Passarella – Musicalnews Leggi l’articolo →

“Non possiamo che concludere con un caloroso invito ad ascoltare “Stay human”, eccellente e coraggioso progetto di Michele Perruggini, straordinario compositore capace, in un’epoca di prodotti musicali preconfezionati, di creare un’architettura sonora complessa e mai banale in bilico tra jazz, melodia, minimalismo e crossover classico.”

Claudia Mastrorilli – Puglia Eccellente Leggi l’articolo →

“Stay Human” è un album ben realizzato con suoni sapientemente bilanciati, che assicurano che nessuno strumento prevalga sugli altri. Anche se la sua leggerezza potrebbe suggerire il contrario, l’album non è per tutti; tuttavia, ha il potenziale per sorprendere gli ascoltatori, specialmente quelli che, in età avanzata, scoprono di apprezzare questo tipo di musica sofisticata e ricca di sfumature.”

Stefano Bonelli – Tempiduri Leggi l’articolo →

Disillusion – sintesi recensioni

“In verità, siamo alla terza dimensione o alla quadratura del triangolo tematico del jazz contemporaneo.”

Francesco Cataldo Verrina – Doppio Jazz Leggi l’articolo →

“Disillusion è un’opera di prepotente ed emozionante bellezza, come se ne ascoltano raramente nel panorama italiano ed estero di musica contemporanea.”

Riccardo Talamazzi – Off Topic Magazine Leggi l’articolo →

“Disillusion” è un lavoro di forte ispirazione, che conferma le grandi doti dell’artista, con eccellenti composizioni originali sorrette da un cast stellare.”

Gaetano Magliano – Albatros Magazine Leggi l’articolo →

“L’opera del batterista Michele Perruggini si presenta come un album tematico e un flusso di coscienza ispirato alle varie sfumature dell’esistenza umana.”

Luciano Vanni – Jazzit

“Chi ascolta questo disco viene condotto, dalla perseveranza e dalla tenacia, verso un limpido orizzonte alla ricerca della luce.”

Silvano Brambilla – Free Zone Magazine Leggi l’articolo →

“L’etichetta varesina Abeat, fra le tante specializzate nella documentazione del jazz (non solo) italiano, si distingue per la ricerca di musicisti sofisticati, dal preciso gusto melodico, magari elegantemente «crossover». È il caso del batterista Michele Perruggini.”

Claudio Sessa – Corriere della Sera

“Tutto funziona a meraviglia, l’album quasi si beve talmente è fluido, scorrevole e sapido. Una musica che francamente mi ha sorpreso oltre le aspettative, con un ensemble equilibrato al punto giusto in grado di offrire un clima quietamente intenso, di gran lunga superiore alla media di ciò che personalmente ascolto di questi tempi e non mi riferisco solo al territorio nazionale.”

Riccardo Talamazzi – Off Topic Magazine Leggi l’articolo →

“Un album fluido e ben registrato, le cui composizioni denotano il talento e le notevoli capacità compositive di Michele Perruggini che grazie al suo ensemble, ha saputo realizzare ancora una volta, un album di intenso lirismo, capace di ricreare un jazz trasversale e mai banale.”

Claudia Mastrorilli – Puglia Eccellente Leggi l’articolo →

“… Ne viene fuori un affresco fascinoso, un disco dall’intensa tensione narrativa dove il Jazz non è che una delle componenti del mix: in mezzo troviamo echi di musica mediterranea, rimandi all’Africa, passaggi classici, accenni new age e altri elementi ancora. …”

Ivo Franchi – Musica Jazz

In Volo – rassegna stampa

Attraverso la Nebbia – rassegna stampa

“Attraverso la Nebbia”, il nuovo cd di Michele Perruggini

di Ersilia Cacace

Qual è la funzione della musica nella nostra vita? Platone afferma che: “La musica è una legge morale. Essa dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza, e la vita a tutte le cose.” Già questa definizione potrebbe bastarci, ma se ci soffermassimo sulla parola di origine latina “persona”, apprenderemmo che indica “per-sonare”, ossia suonare attraverso se stesso. La musica, quindi, proprio per il nostro essere persone è parte inscindibile di noi, e noi non possiamo immaginare la nostra esistenza senza la musica. Citazioni ed elucubrazioni a parte…

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“Attraverso la Nebbia” di Michele Perruggini, percussionista e compositore pugliese, cd uscito in questi giorni, è un “discorso” musicale che comprende il jazz, il latin, il funk e la classica. Oltre ogni ragionamento tecnico – chi scrive non è un critico musicale – ebbene, Attraverso la Nebbia è un lavoro bellissimo, perché ciò che conta è quello che ti arriva dentro, le emozioni, le associazioni, le immagini che ne derivano, e questo lavoro ce ne trasmette tantissime. Sfogliando il booklet che troviamo all’interno del cd leggiamo queste parole di Michele Perruggini: “Nei tanti contesti in cui suono la batteria spesso mi capita di avvertire un desiderio così forte, quasi come se un colpo di tamburo si potesse spingere con tale passione sulla pelle da trasformarsi in qualcosa di più, in un suono più ampio, un armonico, una nota, un accordo, una dissonanza. Un qualcosa insomma che facesse più musica e non solo ritmo, che rivelasse meglio le profonde sensazioni che provo durante un concerto. Attraverso la Nebbia nasce per questo motivo, per il solo desiderio di poter dar finalmente vita anche alla musica che porto dentro e al cui servizio, come sempre, mi presto umilmente, con gioia e infinita gratitudine.”

Michele, come è nato questo progetto musicale?
“È un’esigenza che avvertivo da tempo. Ho sempre provato spontaneamente a comporre qualcosa con ogni strumento con cui ho avuto un contatto, e dopo tanti anni di vita musicale spaziando in tanti generi diversi tutto è venuto fuori inevitabilmente. Quindi si tratta di un lavoro molto sentito e realizzato dopo 28 anni circa di vita da musicista.”

Michele, puoi dirci di più?
“Il disco contiene dodici brani difficilmente ‘etichettabili’ poiché sconfinanti in vari generi. C’è parità di spazio alle parti scritte e a quelle improvvisate. Unica e vera protagonista è solo la Musica, non i musicisti e tantomeno i canoni stilistici. Il pianoforte è il vero centro focale del disco, strumento con cui ho composto il tutto e che amo intensamente.”